Cambiare restando fermi: l’automassaggio e l’ascolto del corpo.

Eccoci qua, fermi. Nonostante l’ora legale ci stia regalando un’ora di luce in più, la sera cala e ci ritroviamo nel letto, senza la stanchezza del solito tran tran, della corsa tra le sale riunioni, dello shopping, dell’apericena, del correre a prendere i pargoli a scuola.

Eppure tanti di noi si sentono spossati, le gambe pesanti, dolore a mani e collo, tensioni alle spalle e la schiena indolenzita.

E con questo disagio in corpo restiamo lì, immobili a fissare il soffitto nel buio della nostra stanza, in un silenzio che a Milano non avevamo mai sentito prima, senza la marmitta che passa puntualmente all’una di notte svegliandoci di soprassalto, senza le risate sguaiate della gente al bar sotto casa. Restiamo lì a rimuginare.

Tutti abbiamo un amico o un collega che almeno una volta nella vita ci ha detto “Io da solo sto da dio! Odio l’umanità e ho bisogno dei miei spazi”. Beati loro! Ma tutti noi che rifuggiamo la solitudine e il confronto con lo specchio, che cerchiamo qualunque scusa pur di stare in compagnia di qualcuno che non sia noi stessi, che ci iscriviamo a improbabili corsi pur di non confrontarci con le nostre pare, come possiamo sopravvivere all’isolamento?

Sento ogni giorno amici che mi dicono le stesse cose che provo da settimane: l’isolamento fa risuonare in me paure e ricordi che avevo rimosso, che mi scatenano ansia, rabbia e dolore, ma pur sapendo che non è il momento di tirare fuori certe cose, mi ossessionano. Ho le spalle tese, mal di schiena e male al collo.

BENE.

È proprio qui il bivio. Possiamo continuare a riempirci di impegni, di cose a cui pensare; possiamo macinare e condividere compulsivamente informazioni sui social, ascoltare cinque Tg al giorno, possiamo continuare a programmare la vita quando usciremo, come abbiamo fatto fino al momento dell’isolamento. Oppure, possiamo approfittare di questo momento, rallentare e iniziare ad ascoltarci. Anche solo per 10 minuti al giorno.

Questa è l’unica vera occasione di fare la cosa più difficile della nostra vita: confrontarci con l’unica persona al mondo che non ci lascerà mai. Noi stessi.

Ci diciamo continuamente che non siamo soddisfatti di quel lavoro, di quella relazione, di come affrontiamo le sfide quotidiane. Ma se non ci fermiamo ad ascoltare i nostri desideri, le nostre paure più profonde, a osservare ciò che ci crea ansia, senza combatterlo, ma solo ascoltandolo, come possiamo davvero cambiare le cose?

Solo ascoltando davvero possiamo dare una giusta risposta.

Ma cosa significa ascoltare i nostri bisogni? Vuol dire riflettere su cosa desidero davvero? Non solo. È sentire, come si sente l’amore, come si sente la paura, accantonando il piano razionale.

La prima sacrosanta verità che mi è stata passata dalla mia mentore nel massaggio è: LA MENTE MENTE. SOLO IL CORPO NON MENTE MAI.

Ci sono diversi modi per iniziare a prendere coscienza di ciò che proviamo. Per me il primo in assoluto, quello che ha cambiato la mia vita radicalmente, è stato il massaggio.

Il massaggio è una forma di piacere che ci porta in contatto con noi stessi. Mi piace pensare che sia una pre-psicoterapia, un modo di entrare in sintonia con noi stessi in un modo più passivo. Il massaggio smuove e consola. E, se lo si desidera, prepara il terreno per aprirsi ad un percorso psicoterapico.

Il contatto, i profumi delle essenze e la musica che preferiamo, sollecitano il sistema nervoso senza passare per la mediazione del pensiero. Ed è da qui che partono emozioni, sensazioni e aspetti psicosomatici. Prenderne coscienza è il primo passo per guarire le ferite e focalizzare gli obiettivi, per trovare nuove strade e modi di vivere.

E anche se in questo periodo non possiamo affidarci alle mani esperte di un massaggiatore professionista, possiamo comunque trovare un momento per coccolarci e ascoltare le sensazioni del nostro corpo scatenate dalle emozioni che stiamo vivendo, siano queste positive o negative.

Qui troverete una tecnica di automassaggio e di ascolto che vi prenderà il tempo che più desiderate (cercate di farlo almeno 10 minuti). Se avete bambini e non potete ritagliarvi questo spazio, potete farlo insieme a loro e sarete voi a guidare la pratica (un segreto? Loro lo faranno meglio di voi!).

PRATICA DI AUTOMASSAGGIO E ASCOLTO

  1. Durante questa pratica puoi ascoltare la musica che ti rilassa di più oppure puoi farla nel silenzio.

  2. Cerca di trovare un luogo in cui non avere distrazioni. La mente proverà a vagare, lascia che i pensieri scorrano e quando ti distrai, senza giudicarti, cerca di riportare il pensiero a ciò che stai facendo.

  3. Trova una crema corpo profumata. Quella che ti piace di più. In alternativa puoi usare olio (di oliva, di mandorle dolci), oppure, se non hai la pelle troppo secca, un buon talco profumato.

  4. Mettiti seduto comodo. Se puoi, nel tuo letto, con un cuscino comodo dietro la schiena.

  5. Chiudi gli occhi e annusa intensamente la crema per un minuto. Ascolta dove il profumo ti porta. Quali pensieri positivi affiorano? Ti ricordano un luogo o una persona? Stimolano un ricordo?

  6. Ascolta il tuo corpo. Osserva come la sensazione piacevole invade il tuo corpo e poco alla volta lascia che si irradi fino alle estremità. Se ti aiuta puoi immaginare l’espandersi di una luce, prima piccola e poi sempre più intensa.

  7. Inizia ad automassaggiarti. Parti dalle mani, dal centro del palmo, poi braccia, petto, spalle, collo, nuca, viso, pancia (solo leggeri sfioramenti in senso orario), gambe, piedi. Continua ad ascoltare dove ti porta il tuo sentire. Ci sono punti dolenti? Intorpiditi? Più difficili da massaggiare?

  8. Provi piccoli dolori o tensioni? Dove? Concentrati sul punto indolenzito e, massaggiandolo, fai un respiro profondo per rilassarlo. Non insistere troppo sullo stesso punto. Ascolta, massaggia e poi lascia andare.

  9. Quando hai massaggiato tutti i punti possibili, continua a tenere chiusi gli occhi e ascolta la sensazione che il tuo corpo ti rimanda nel suo insieme.

  10. Fai un respiro profondo e lascia andare tutte le tensioni rimaste.

  11. Apri dolcemente gli occhi e resta fermo ancora qualche secondo. Ripercorri le sensazioni, i ricordi, i pensieri che sono affiorati durante la pratica e lasciali andare. Fai un ultimo respiro profondo.

  12. Alzati lentamente.

Se vuoi puoi tenere un diario, in cui annotare i pensieri e le sensazioni che sono emerse. Questo ti aiuterà di giorno in giorno a vedere i progressi dell’ascoltarti e a riportarti alle sensazioni del momento presente.

Ricordiamoci che tutto ciò che ci serve per affrontare la nostra vita risiede già in noi. Basta solo iniziare a fare ordine, da soli o ancora meglio affidandosi ad un professionista.




Ilaria Accornero Operatrice in DBN specializzata in tecniche manuali olistiche Massaggio olistico – Pratica metamorfica – Mindfulness https://www.escogito.info/profilo?p=ilaria-accornero

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