Il corpo come porta verso l’inconscio.

Aggiornato il: nov 11

“La salute è la vita nel silenzio degli organi” scrive il medico René Lariche agli inizi del Novecento. Si è in salute se il corpo non parla. Un corpo muto è un corpo in salute, gli organi hanno una loro autonomia dal soggetto inconsapevole di ciò che accadde sotto la sua pelle. Il corpo è autisticamente separato dal soggetto, è completamente Altro, il corpo diventa straniero, non è psichicizzato.

Paradossalmente sentiamo il nostro corpo quando qualcosa non va, un organo funziona male, si sente dolore, e può nascere la necessità di tagliarsi per sentire e vedere attraverso la goccia di sangue la vita, per creare un’apertura, per sfiatare un dolore che si fa fatica a mentalizzare o sentire. Un corpo che si fa ombra.

Più che mai in questo periodo si sente l’esigenza di dedicarsi al corpo, ovviamente non in senso estetizzante, ma in senso clinico e soprattutto immaginativo.

Il corpo può essere una porta verso l’inconscio, uno strumento che aiuta a riflettere su di sé e imparare come gestire le proprie energie, a direzionare la nostra libido.

Ascoltare il corpo non è mai semplice perché si intromettono pensieri giudicanti, si sente l’opposizione tra i due opposti, la mente vorrebbe fare delle cose che il corpo non le permette, e bisogna trovare un compromesso…cioè una coniuncio.

A volte quello che si sente dentro non corrisponde a quello che presenta il corpo, infatti spesso per la legge degli opposti di fronte ad una modella o una persona molto bella diciamo per compensare “sarà stupida…non avrà carattere…tutto forma e poca sostanza…”

Insomma mettere d’accordo questi due aspetti non è semplice, anche perché ci si chiede: come si fa? Perché voglio essere tutta ossa e dimagrire sempre più anche se la mia coscienza mi dice che è sbagliato?

Il pericolo è la rottura tra psiche e soma che può corrispondere anche alla frattura tra conscio e inconscio.

C.G. Jung nel testo “Spirito e Vita” scrive: “Psiche e corpo sono una coppia di contrari, e come tale sono l’espressione di un essere la cui natura non è conoscibile né mediante l’apparenza materiale né mediante l’immediata percezione interiore. Si sa che un’antica intuizione fa originare l’uomo dall’unione di un’anima e di un corpo“

La separazione dei due sembra sia un procedimento intellettivo operato dalla funzione pensiero per rimanere nel campo della coscienza, si sa che l’uomo usa la distinzione la categorizzazione e per arrivare alla conoscenza, e non in quello inconscio quindi del non conoscibile.

La scena psicoanalitica così cerca di ridare importanza a quella coppia di opposti, psiche e corpo, di cui parla Jung, ricomponendola e operando una vera e propria coniunctiooppositorum.

Aiutare una persona a prendere contatto con il suo corpo e agevolare la comunicazione con il soma può essere anche visto come la possibilità di far comunicare l’inconscio con il conscio, rendere più leggibile quel messaggio che si scalfisce nel corpo, questo è il compito dell’analisi.

Spesso in psicoterapia si consiglia il prendere contatto con un operatore per massaggi o trattamenti fisici, perché agevola il soggetto nella presa di contatto a consapevolezza del proprio corpo. 


Dott.ssa Elsa Falciani Psicologa Psicoterapeuta Analista Junghiana

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