Ossessione da contaminazione e Coronavirus.




Eccoci qui, l’incubo è tornato.

La paura derivante da un vissuto di incertezza è riemersa con tutta la sua forza e tornano i fantasmi di un passato troppo recente per poter essere già stato elaborato.

Tra tutti i disagi psicologici di cui l’uomo può soffrire, uno di quelli che è stato più toccato dal Covid-19 è il Disturbo Ossessivo Compulsivo da contaminazione. Ancora più dei problemi ipocondriaci.

Questa è la testimonianza di un paziente risalente al 2018, periodo antecedente alla pandemia:

“Ero sempre terrorizzato al pensiero di essere fonte di contaminazione per gli altri. Per colpa mia, le persone a me care, potevano ammalarsi. Per questo motivo, effettuavo complesse operazioni di lavaggio, uno schema speciale progettato per garantire che tutto fosse ben pulito. Evitavo anche di stringere la mano alla gente. Ogni giorno, dovevo sottopormi anche ad una doccia speciale, secondo una sequenza precisa che richiedeva all’incirca un’ora. All’epoca, quando stavo male, pensavo che ne valesse la pena…perché non potevo sopportare l’idea di poter essere la causa della morte di un mio conoscente. “

Osserviamo come queste parole, allora così distanti, oggi purtroppo risultano familiari.

Tutto diviene relativo al contesto. Questo tema ci fa riflettere sulla tendenza errata che talvolta porta molti clinici a definire categorie a priori, emettere diagnosi, senza entrare profondamente nel mondo soggettivo del paziente e conoscere la sua storia familiare, sociale, personale che ci caratterizza e ci rende unici.

Considerato che il confine con la patologia oggi diviene molto labile questo articolo ha lo scopo di approfondire cosa si intende per DOC da contaminazione e le implicazioni legate a questo specifico periodo storico.

Chi soffre di questo disturbo, in periodi non a rischio epidemia, ha una particolare forma di disturbo ossessivo consistente nell’esigenza continua e compulsiva di lavarsi e decontaminarsi.

Come funziona esattamente il DOC da contaminazione?

Le COMPULSIONI (controlli, lavaggi, azioni mentali ripetute, etc), così come la ricerca di rassicurazioni e gli evitamenti sono le strategie utilizzate dal DOC per gestire i pensieri disturbanti (OSSESSIONI) e le emozioni negative ad essi associate.


Le compulsioni hanno un effetto tranquillizzante molto potente sul momento, ma nel lungo periodo diventano esse stesse il problema mantenendo la problematica ossessiva poiché consolidano il potere dei dubbi ossessivi, rafforzano la credenza di pericolosità e incontrollabilità dei propri pensieri ed emozioni e rendono la persona “dipendente” dal ricorso compulsivo agli strumenti del DOC.


Purtroppo, se a un quadro del genere si somma un’emergenza sanitaria di portata mondiale la sinergia rischia di diventare esplosiva, il peggiore degli incubi per un paziente affetto da DOC da contaminazione sembra essersi trasformato in realtà.

Questa situazione inoltre, può terrorizzare al punto da far sviluppare un’ansia da contaminazione imminente anche in persone non precedentemente affette da questo disturbo, che verranno presumibilmente indotte a sviluppare dei comportamenti compulsivi, eccessivi e irrazionali da fobia della contaminazione e del contagio, rischiando così di sviluppare a loro volta un disturbo ossessivo compulsivo.


Diviene dunque utile ricordare che lasciarsi andare ad eccessi e irrazionalità nei comportamenti non avrà esiti “più protettivi”, ma contribuirà solo ad aumentare l’ansia e il panico individuale in un circolo ossessivo senza fine.

Se ci si accorge che il problema sta interferendo negativamente con le proprie aree di vita diviene quindi utile contattare un terapeuta esperto di ossessioni e compulsioni che possa aiutare a comprendere meglio il funzionamento del DOC e indicare strategie utili ed efficaci per fronteggiare la sofferenza.

Nonostante la paura possa essere terreno fertile per l’espressione del DOC, è bene ricordarsi sempre che i pensieri sono una parte del nostro vissuto ma non corrispondono automaticamente alla realtà.Noi stessi abbiamo la possibilità di scegliere quali pensieri seguire e quali invece lasciar andare.

Dott.ssa Giulia Pellegrinuzzi Psicoterapeuta Cognitivo-comportamentale Psicoterapia EMDR Tel. +39 329 748 77 20

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