Pratica Metamorfica: il tocco che trasforma

Aggiornato il: mar 4



La Pratica Metamorfica, definita anche “il tocco che trasforma” è una tecnica in grado di sciogliere quei blocchi e traumi limitanti che creano schemi ripetitivi nella nostra vita, che si sviluppano nella fase che va dal nostro concepimento fino alla nascita, per tutto il periodo della gestazione. Essa non comporta la cura di sintomi particolari, ma genera un movimento di liberazione da blocchi di antica data, sia fisici che psicologici: è un movimento di evoluzione e crescita.


È noto anche grazie alla psicologia che tutto ciò che abbiamo vissuto nel ventre materno, anche indirettamente (situazioni esterne, stati d’animo dei genitori, complicazioni durante la gravidanza, traumi subiti dai nostri genitori, ecc.) viene assorbito e registrato dal feto. Non avendone ricordo, questi eventi possono trasformarsi in schemi ripetitivi e blocchi che continuano, senza che ce ne accorgiamo, a riproporsi nella nostra vita.

Grazie alla Pratica Metamorfica è possibile avviare un cambiamento profondo e il superamento di tali schemi, a livello fisico, psicologico, emotivo ed energetico.


Pensiamo a come possono essere determinanti nella nostra vita i blocchi inconsci generati ad esempio, da una gravidanza indesiderata o a rischio, circondata da un ambiente famigliare e sociale non accogliente o ostile; alle complicanze di un parto, o al modo stesso in cui siamo venuti al mondo (un lungo travaglio, uno troppo breve, ecc.)

Lavorare su di sé con la Pratica Metamorfica, può non solo aiutare a riparare quegli strappi che non possiamo ricordare ma che il nostro corpo ha registrato, ma anche aiutare a portare alla luce in modo più delicato alcuni vissuti e immagini che sono ancora troppo forti per essere rielaborati razionalmente. Può infatti essere un’utile alleata della psicoterapia.


Come nasce: Fu Robert St John, riflessologo e naturopata inglese, a ideare e sviluppare negli anni ’50 lo Terapia Prenatale, che diventerà in seguito la Pratica Metamorfica, trovando una corrispondenza con il periodo di gestazione. Lavorando infatti come riflessologo su pazienti disabili, intuì che tocchi leggeri (apparentemente più semplici e delicati della riflessologia plantare) sui punti riflessi della colonna vertebrale che si trovano su piedi, mani e testa, avviavano nei suoi pazienti un processo di autoguarigione, notando miglioramenti e cambiamenti significativi sotto vari punti di vista.


Al suo fianco il collaboratore Gaston Saint-Pierre, fondatore di The Metamorphic Association a Londra, perfezionò e diffuse la Pratica in Europa, America e Australia.



Come si svolge e chi può farla:

la Pratica Metamorfica è sicura, non ha controindicazioni ed è adatta a tutti.

È una tecnica non invasiva, dalle manualità semplici e piacevole sia da ricevere che da praticare.

È rilassante e viene inoltre sempre di più applicata in supporto alle terapie sanitarie tradizionali.

Il trattamento che dura 55 minuti, può essere fatto con cadenza settimanale o ogni due settimane. Non c’è un numero di sessioni indicate perché sia efficace. Può essere fatta per periodi prolungati oppure poche volte, nel rispetto dei tempi e dei blocchi che sono unici per ogni individuo.


È rivolta a tutti in generale, a chi si sente bloccato per vari motivi e non ne è consapevole. È particolarmente indicata per:


Momenti di difficoltà e cambiamento (nuovo lavoro, trasferimento, trasloco, separazione, lutto, malattia, infanzia, adolescenza, gravidanza, menopausa, andropausa)

Supporto alla psicoterapia

Neonati e bambini (con una durata differente) e adolescenti

Donne in Gravidanza e in Post-partum

Depressione

Ansia

Apatia

Stress

Insonnia

Situazioni in cui ci si sente bloccati o confusi

Anziani

Accompagnamento al Fine Vita

Sindrome di Down, Autismo, Iperattività, Aggressività

Mancanza di autostima, insicurezza, ossessioni, fobie

Incidenti, Traumi, Paralisi

Dipendenze da alcol, tabacco, droga, cibo

Qualsiasi patologia sia fisica che psichica

Chi sente di reiterare uno schema (“trovo sempre il partner sbagliato”, “non riesco a seguire una dieta”, “non riesco a dire no a nessuno”, ecc.)

Tutti coloro che desiderano attuare un cambiamento e un’evoluzione di sé


Cosa succede dopo il trattamento:

Ognuno di noi è diverso e la risposta al trattamento è molto personale. Ognuno avvia il proprio cambiamento in modo diverso, perché solo noi stessi sappiamo cosa è bene per noi e quali cambiamenti attuare. Mi è capitato più volte che anche la persona trattata fosse stupita di come la propria vita stesse cambiando ma in un modo che non aveva considerato. Mi piace raccontare questo esempio significativo:

un* cliente si è presentat* nel mio studio perché non trovava il coraggio di lasciare un lavoro che da troppo tempo l* soffocava. Il suo obiettivo era licenziarsi. Durante il percorso invece, ha trovato il coraggio e il modo di imporre la sua voce sul luogo di lavoro fino a ottenere la visibilità e il riconoscimento che meritava. Il cambiamento è avvenuto con una modalità che non aveva considerato, perché quando cambiamo gli schemi che ci bloccano, è il nostro intero sistema che trova la via più corretta per il nostro benessere.

È importante infatti che l’operatore sia il più obiettivo possibile e non suggerisca una via di cambiamento al cliente, ma che lo aiuti ad avviarlo senza condizionarlo.


Ogni trasformazione fa paura, ma nemmeno il bruco sa cosa accadrà eppure, ogni bruco, sa istintivamente cosa fare e, inevitabilmente, una volta lasciato il suo caldo bozzolo sicuro, diventerà una meravigliosa farfalla pronta a spiegare le ali.


“In un battito di ciglia

in me possa io scorgere

sbocciare l’infinito

ed essere libero

libero.”

- John Shane, 1978 (da Il massaggio che trasforma. Gaston Saint-Pierre e Debbie Boater)

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Ilaria Accornero Operatrice in Discipline Bio Naturali specializzata in Tecniche Manuali Olistiche

https://www.escogito.info/professionisti


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